Storia

Foggia

Foggia è un comune italiano di 151 563 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, in Puglia.
È il terzo comune della regione per popolazione e l'ottavo d'Italia per superficie. Importante centro agricolo e commerciale, Foggia si è sviluppata soprattutto dopo la ponderosa opera di bonifica del Tavoliere delle Puglie. È sede della Fiera Internazionale dell'Agricoltura e della Zootecnia. Dal 1999 è sede universitaria autonoma.
Hanno sede a Foggia diverse industrie operanti in vari settori: alimentare, tessile, chimico e di produzione dei materiali da costruzione. La città di Foggia è sede arcivescovile metropolitana, nonché città universitaria; le varie facoltà che ospita sono disseminate su tutto il territorio cittadino. È un grande centro di antiche tradizioni agricole e mercantili, trovandosi al centro della seconda pianura più grande d'Italia.
Nonostante il terribile terremoto del 1731 e i bombardamenti che colpirono la città durante la Seconda Guerra Mondiale, vanta un importante centro storico arricchito da palazzi di rilievo, chiese e monumenti di epoca federiciana come il maestoso duomo del XII secolo e l'arco di Federico II addossato al museo civico. Sviluppatasi molto durante tutto l'Ottocento e il periodo fascista, la città all'infuori del centro antico è caratterizzata da ampi viali alberati e piazze ariose, oltre che da monumenti ed edifici di valore storico e architettonico. Diversi studi hanno riportato alla luce alcune parti di camminamenti sotterranei (detti ipogei) i quali collegano gran parte del centro antico della città e che venivano utilizzati in epoca medievale.

Le origini del nome

Il Piano delle Fosse

Piazza ovale che non finisce più, d'una strana potenza. È tutta sparsa di gobbe, sconvolta, secca, accecante di polvere... nessun luogo avrebbe più diritto d'esser dichiarato monumento nazionale
Giuseppe Ungaretti
(descrizione del Piano delle Fosse)
 
Secondo l'opinione più diffusa, il nome Foggia deriverebbe dal latino fovea, cioè "fossa". Ma "fossa" non è da riferirsi, come pure generalmente si fa, solo alle fosse granarie, anche se già in epoca angioina sono attestate queste strutture a Foggia, centro del Tavoliere, la cui attività tipica è la coltura del grano.
Fovea, invece, può anche significare "una fossa" intesa come "bacino imbrifero", probabilmente quello attestato nella leggenda dell'Iconavetere e richiamato dallo stemma cittadino.
Legato, inoltre, alla leggenda dello scoprimento dell'icona della Madonna nicopeia (collegata a una forma mitica diffusa in area adriatica e greca e che trova confronti nella nascita di Venere dalle acque), e in particolare alle fiammelle galleggianti sull'acqua, è l'ipotesi, peraltro improbabile, secondo cui il nome della città deriverebbe da fuoco e, conseguentemente, dal titolo del santuario dell'Incoronata, Sancta Maria de Focis, che tuttavia significa "Santa Maria della Foce", e non "dei Fuochi.

Storia

Dal neolitico all'alto medioevo

Il territorio comunale di Foggia faceva parte del più grande Villaggio del Neolitico, e tra i più datati, in Europa (periodo tra il VI e il IV millennio a.C.), culla dell'agricoltura in Italia ed in Europa, proveniente dal medioriente. Solo una piccola parte dell'area archeologica, scoperta con le foto aeree del Secondo Conflitto Mondiale, è racchiusa nel 'Parco Archeologico' Passo di Corvo.


  Il villaggio neolitico di Passo di Corvo

Scoperto quasi casualmente nell'estate del '43 da J.B. Bradford, un giovane ufficiale dell'aviazione britannica in ricognizione in quel periodo sui cieli del Tavoliere per controllare la ritirata dei nazisti, l'insediamento di Passo di Corvo rappresenta, per la sua estensione, il più grande insediamento d'Europa risalente all'era neolitica. Finita la guerra Bradford ritorna nel Tavoliere nel 1949, questa volta in veste di archeologo, organizzando una spedizione che consentirà, dopo i primi scavi, di rivelare la grandezza della scoperta. Di notevole interesse storico-archeologico risultano i reperti di tale villaggio scoperti alcuni anni fa nel centro della città moderna, nella Villa Comunale. Gran parte di questo materiale proveniente dagli scavi effettuati in questi siti sono esposti nella sezione archeologica del Museo Civico.
 

Altri importanti insediamenti del Neolitico, li troviamo in località Pantano, tra i quartieri Salice Nuovo, San Lorenzo ed Ordona Sud, e nel centro della città, negli scavi della Villa Comunale e in quelli nell'area dell'ex Ippodromo. Sono invece risalenti al II millennio a.C. i siti archeologici di Arpi (in greco Argos Hippium), come l'Ipogeo della Medusa, l'Ipogeo dei Cavalieri e le Necropoli, in località Arpinova. Arpi era una delle più grandi ed estese città italiote, avendo migliaia di soldati a disposizione, ricca e forte anche per la sua posizione geografica e per l'intenso commercio che svolgeva con le città vicine. La prassi dell'agricoltura era abituale tra gli abitanti della zona, favoriti anche dalla fertilità del tavoliere e dalla sua conformazione completamente pianeggiante.
La zona, tuttavia, era paludosa e malarica e si dovette aspettare fino all'XI e XII secolo, sotto la dominazione normanna, per vedere dei miglioramenti nella zona sotto questo punto di vista. Della grande Arpi ormai rimaneva poco e Roberto il Guiscardo fece bonificare un'ampia zona acquitrinosa, dando al nucleo urbano della città un impulso economico e civile che crebbe ulteriormente nel periodo di Guglielmo il Buono.

Età federiciana

Latino

« Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imperialis »

Italiano

Federico Cesare che fosse fatto affinché la città di Foggia divenisse reale e inclita sede imperiale »

Scritta del 1223, posta sulla cornice inferiore dell'epigrafe dell'arco di Federico II, parte del palazzo che si estendeva lungo via Arpi

Arco di Federico II

Fondamentale per la storia di Foggia fu Federico II, il Puer Apuliae. Amava a tal punto la città che fece erigere, nel 1223, un maestoso palazzo imperiale, in cui spesso soggiornò con tutta la sua corte. Il Palatium, realizzato dal protomagister Bartolomeo da Foggia, si estendeva su una vasta area, nei pressi di via Arpi, e contemplava giardini con fontane e sculture e ampi saloni rivestiti di marmi. In questo edificio Federico istituì uno studium nel quale insegnò anche Michele Scoto, confermando per quegli anni un ruolo centrale della città nel territorio daunio. Del palazzo sopravvivono soltanto il pozzo (in massima parte ricostruzione di fantasia) e il sontuoso archivolto lapideo del portale d'ingresso, inserito in un prospetto esterno del Museo civico. L'iscrizione del portale, alto 7,40 m e largo 3,20, recita: Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imp(er) ialis (Ciò comandò Federico Cesare che fosse fatto affinché la città di Foggia divenisse reale e inclita sede imperiale). Nel 1223 la capitale del Regno di Sicilia fu trasferita da Palermo Foggia, poiché la posizione geografica assegnava alla Puglia un ruolo strategico anche rispetto ai territori dell'Impero. Federico II considerava la Capitanata un luogo ideale anche per la caccia e perciò fece costruire altre due importantissime dimore nei pressi della città. La prima, la Domus/Palacium Solatiorum San Laurencii o Pantani, in località Pantano, tra i quartieri Salice Nuovo, San Lorenzo ed Ordona Sud, dove il Guiscardo aveva fatto edificare la chiesa di San Lorenzo in Carmignano, testimonianza visiva, insieme alla Regia Masseria Pantano, della vasta area che occupava la struttura federiciana; essa includeva una residenza signorile, con giardini, vivarium con animali acquatici ed esotici, padiglioni per il solacium. Il luogo è attualmente un rilevante sito archeologico, oltre che medioevale, anche dauno e neolitico, a pochi chilometri dal centro di Foggia. L'altra dimora del grande imperatore svevo era il Palacium dell'Incoronata, nei pressi dell'omonimo Bosco/Santuario; in questo caso, testimonianza importante della struttura federiciana è la Regia Masseria Giardino, nelle immediate vicinanze della linea ferroviaria Foggia - Potenza; anche questo complesso viene descritto dalle cronache di quel tempo, come tra le dimore più belle e sontuose dello "Stupur Mundi".

Dagli Aragonesi al terremoto del '700


« Settembre, andiamo.
È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi
e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.»

Gabriele D'Annunzio
"I pastori"

Gli Aragonesi, sfruttando la centralità di Foggia nel passaggio della transumanza, stabilirono a Foggia la dogana delle pecore per gli armamenti transumanti dagli Abruzzi, con il compito di regolamentare il pascolo nel Tavoliere e riscuotere tasse derivanti dai diritti di passaggio. L'imposizione di tale tassa a tutti i pastori, fece arricchire le casse regie, ma impoverì gli agricoltori del Tavoliere, portandoli ad abbandonare il territorio che, progressivamente, divenne paludoso.
La dogana, inizialmente, aveva sede nell'Antico Palazzo Dogana (XV secolo) posto accanto alla cattedrale. Nel Settecento venne trasferita in un nuovo Palazzo Dogana, dove rimase attiva fino alla sua abolizione agli inizi dell'Ottocento ad opera dei Francesi nel 1806. Nel 1480 Foggia fu anche sede del Parlamento generale aragonese. Il 20 marzo 1731 un nuovo terremoto colpì la città, distruggendo un terzo delle abitazioni e danneggiando profondamente il patrimonio artistico cittadino. La ricostruzione iniziò pochi mesi dopo e riguardò soprattutto edifici storici come il convento di San Francesco (in tale occasione ampliato) e l'area interna del centro abitato. I ceti meno abbienti, invece, occuparono le aree libere rimaste con lunghe file di baracche. Precise disposizioni, regolavano e ordinavano il nuovo sviluppo urbanistico

L'Ottocento

Nell'Ottocento Foggia, divenuta capoluogo nel 1806, si sviluppò verso la stazione ferroviaria e fu arricchita da importanti monumenti pubblici. Anche dal punto di vista politico la città fu molto attiva in questo periodo: essa ospitò le carbonare della provincia e prese parte ai moti del 1848 e del 1860. Con l'unità d'Italia nel 1861, ma soprattutto con l'abolizione della dogana avvenuta 4 anni dopo, la città si riprese le terre sottraendole alla pastorizia, dando un nuovo sviluppo all'agricoltura della zona.

Il Novecento

La prima metà del Novecento ha visto un incremento nell'edilizia pubblica con la costruzione di edifici come il Palazzo degli Studi, la Prefettura, il Consorzio di Bonifica della Capitanata, fortemente voluto da Benito Mussolini, e il Palazzo di città. Un avvenimento che riveste una più notevole importanza nella storia della città è la costruzione dell'Acquedotto pugliese nel 1924 in viale XXIV Maggio.
Durante la seconda guerra mondiale la città fu nel mirino dei bombardamenti dell'aviazione alleata, che rasero al suolo buona parte delle abitazioni della città, anche per distruggere una fabbrica segreta di gas velenoso, fabbrica che all'epoca si trovava vicino all'attuale cartiera.
Bisogna ricordare i bombardamenti del 22 luglio e del 19 agosto 1943, di certo i più violenti che colpirono la città, causando più di 20.000 vittime, un terzo della popolazione dell'epoca. La causa potrebbe derivare dalla posizione strategica della Stazione di Foggia nella geografia dello Stivale: era ed è ancora considerata il secondo snodo ferroviario italiano.
Dopo l'occupazione anglo-americana, il 1º ottobre, Foggia divenne il caposaldo dell'offensiva alleata nell'Adriatico e nei Balcani. La città è stata poi ricostruita sulle rovine del centro antico e della struttura urbana ottocentesca, secondo i dettami di uno stile post fascista. In seguito alle bonifiche nel Tavoliere la città ha visto accrescere la sua importanza economica e il suo sviluppo urbanistico e demografico.

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